Bali, la vera Indonesia

| Dic 5, 2016 | Diario di viaggio | 0 commenti

Verso la vera Bali

Dopo uno scalo a Dubai e 17 ore di volo, finalmente atterriamo all’aeroporto di Denpasar. Stanchi e senza ormai sentire più le gambe ci avviamo verso l’uscita. La navetta dell’hotel dovrebbe essere già lì ad aspettarci. Ci guardiamo intorno. Siamo circondati da una folla inferocita di tassisti o presunti tali che scalciano per accaparrarsi il cliente di turno. Del nostro driver nemmeno l’ombra. E’ buio. sono quasi le 11 di sera e non dormo da circa 30 ore. Chiaramente non è il momento adatto per giocare a nascondino con uno sconosciuto. Attendiamo, giriamo mezzo aeroporto, finalmente prendiamo la strada giusta lo troviamo lì. Fa niente che è passata mezz’ora, ti prego porta a riposare le nostre ormai distrutte membra.
La mattina dopo suona la sveglia, puntualmente viene posticipata per più volte. Siamo in vacanza, penso. Poi mi chiedo dato che sono in vacanza, per quale motivo mettere la sveglia? Pur essendo ancora nella fase REM un ricordo mi sfiora la memoria. – “Amore, metto la sveglia, così domani arriviamo in tempo al traghetto.” – Ecco perchè. Il traghetto! Ok. E’ tardi.
Facciamo al volo le valigie e filiamo via con il primo driver che troviamo fuori dall’hotel. Spieghiamo la situazione, lui pur parlando poco inglese capisce e si destreggia nel traffico, accelera, scalpita, salta le code come un affamato ad un buffet in Italia e ci fa arrivare in perfetto orario.
Lo ringraziamo e prendiamo il nostro traghetto per Nusa Lembongan, ma su quello che è successo in quest’isola, ne parliamo in un altro post. Torniamo a Bali.

Tanah Lot.

Decidiamo che è il momento di iniziare a visitare le meraviglie che ci offre quest’isola. 
Anche se il traffico è folle, anche se la guida è a sinistra, ci facciamo coraggio e noleggiamo uno scooter. Dopo i primi minuti di puro terrore, riusciamo a prenderci la mano ed arriviamo sani e salvi alla nostra prima meta. Tanah Lot. Uno dei templi più belli qui a Bali, situato su una roccia in mezzo al mare. Davvero affascinante. Dopo esserci goduti la vista è un bel Nasi Goreng, torniamo in sella sul nostro scudiero a motore.

 

Uluwatu.

Prossima tappa tempio di Uluwatu. Decisamente distante dal precedente, ma non ci spaventiamo. Coraggio. Facciamo il pieno con una ex bottiglia di vodka riempita di benzina e venduta da una gentile signora sul marciapiede. Ora siamo pronti. Dopo innumerevoli minuti arriviamo al tempio di Uluwatu. Ci avevano detto che il tramonto era da togliere il fiato, ed effettivamente era qualcosa di indescrivibile. Tutti cercano aggettivi vari per descrivere una situazione o un paesaggio che hanno visto, è sicuramente lodevole sforzarsi per trasmettere un qualcosa di bello che abbiamo vissuto.

uluwatu

Riflessioni…

Mi rendo conto però che è sempre complesso direi impossibile riuscire a trasmettere la bellezza di un qualcosa che gli altri non hanno assaporato. Le foto in genere non rendono giustizia ed io mi ritrovo a descriverlo più animatamente a volte sperando che oltre alle parole, i gesti, l’intonazione della voce possa trasferire esattamente quello che ho visto. Ok mi sto perdendo. Tutto questo per dire che Bali oltre a questo tramonto ne ha regalate tante di belle emozioni, ed è difficile descriverle. – Che lo fai a fare un blog allora? – mi direte. Bè perchè non voglio arrendermi, voglio continuare a provarci a raccontarvi le esperienze e i luoghi che abbiamo visto, e poi chissà magari un giorno anche voi che leggete vi troverete lì sull’orlo di uno strapiombo a picco sull’oceano a godervi un panorama che vi lascia senza fiato. 🙂
Doveva essere un post sulla nostra esperienza ed è finito con una riflessione forse anche un pò scontata.
Stavolta è andata così magari ci risentiamo con un altro post per la seconda parte della nostra gita a Bali. 😉

Il video della nostra avventura a Bali

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